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e ora cosa farai?

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"Ma perche sei tornata? Brescia non ti sta stretta? com'è stato tornare in questa routine? non ti ci vedo qui". Queste sono alcune delle frasi che in questi mesi, da quando ho deciso di tornare a casa, mi sono sentita ripetere. All'inzio davo ragione a chi me lo diceva, poi ho inziato a sorridere senza rispondere, ora, invece, ho preso del tempo e ho costruito una mia opinione.  Sarà che gli altri vedono un potenziale che io non vedo, sarà che quando una persona se ne va poi non può più ritornare, o forse, più semplicemente, nella nostra società abbiamo bisogno di etichettare tutto. Ma la verità è un’altra. Io, Alice, che desideravo così tanto andarmene, oggi mi sento esattamente dove devo essere.  No, ora Brescia non mi sta più così stretta. O meglio: se penso alla città fatta di apparenze, maschere e bisogno di dimostrare qualcosa… forse sì. In quel mondo io non mi riconosco. Ma ho scoperto un lato di questo posto che prima non vedevo: esiste una comunità - silenzio...

fiducia oltre la logica

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Ieri ho tenuto la mia ultima lezione di yoga qui a Barcellona . Una delle lezioni più speciali di questo viaggio, perché mi ha riportata esattamente all’inizio di tutto. La mia prima classe in Spagna la ricordo così: una spiaggia, qualche asciugamano sulla sabbia e il Saluto alla Luna insegnato a una cara amica. Da lì è nata l’idea di continuare: amici, turisti, colleghi… piano piano ho creato la mia rete, a modo mio. Non è stato sempre facile. Barcellona è una metropoli e, come tale, richiede competenza, forza di volontà e tanta dedizione. Mi sono confrontata con studi, insegnanti e visioni diverse. Da ognuno ho portato a casa qualcosa. Il primo insegnamento, quello più grande: non mollare mai . O come dice la mia insegnante Lucy: trust beyond logic — fiducia oltre la logica. Sarò per sempre grata a me stessa per aver coltivato uno spirito di fiducia così potente.  E sarò per sempre grata ai miei genitori, per avermi permesso di nutrire questo sentimento, senza spegnerlo, senza...

allineamento - riflessioni di inizio 2026

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Anche se il nuovo anno è già iniziato, penso che il processo di rinnovamento non segua mai il tempo del calendario.  Molti di noi stanno ancora lasciando andare le ultime stratificazioni dell’anno precedente, come una pelle che si stacca lentamente. È un tempo di guarigione silenziosa, in cui vecchie ferite vengono ricucite e aspettative ormai stanche possono finalmente cadere, dopo un lungo periodo di introspezione, solitudine e ascolto profondo. Nel calendario cinese, questo passaggio energetico è ben rappresentato dal movimento tra due archetipi: il Serpente e il Cavallo. Il Serpente rappresenta un’energia yin: introspettiva, lenta, profonda, legata alla mente, alla trasformazione interiore e all’osservazione consapevole. Il Cavallo, invece, porta con sé l’elemento Fuoco e un’energia yang: espansiva, dinamica, orientata all’azione. È il simbolo della libertà, del movimento, del coraggio di scegliere, che porta con sé desiderio di cambiamento, bisogno di libertà e la spinta a com...

E se rallentare fosse già un viaggio?

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  Siamo quasi alla fine dell'anno e, guardandomi indietro, vedo il viaggio incredibile che ho fatto: Australia, Bali, Barcellona. Tre capitoli che qualche anno fa non avrei nemmeno osato immaginare.  Eppure, dopo sei mesi in Australia, ho deciso di tornare a casa.  È buffo, perchè ero convinta che lì ci avrei vissuto.  Un mese dopo ero già di nuovo in viaggio, questa volta verso Barcellona. Un'esperienza unica: lezioni di yoga in spiaggia, connessioni nuove che mi hanno arricchita, l'incontro con la mia mentore e la posiibilità di assisterla nelle sue lezioni. Ma anche in mezzo a tutte queste novità, cresceva in me un sentimento costante: l'ansia di dover ripartire. Di dover avere sempre un prossimo luogo, una nuova avventura, un altro timbro sul passaporto. Ogni giorno avevo in mente una meta diversa. Finché mi sono fermata davvero e mi sono chiesta:  "Se partissi adesso, perché lo farei? per una vacanza? per dimostrare qualcosa? perché mi sono cucita add...

Cosa resta quando non devo dimostrare nulla?

 "Se dovessi  rivivere per sempre la stessa giornata, come vorrei che fosse?" questa è la domanda che più mi ha colpita in questi giorni. Una domanda letta in un post di un imprenditore e nomade digitale (Dario Vignali) in cui smontava l'idealizzazione che viene fatta ultimamente sulla vita di chi lavora da remoto, facendo riflettere sulla sacralità della normalità, l'importanza di saper scegliere, coltivando posti, amicizie e passioni. In un mondo in cui tutto è diventato facilmente accessibile, come prendere un volo per l'Australia o trasferirsi a Bali lavorando online; la possibilità di fermarsi e di scegliere una vita "normale" viene visto come qualcosa di sbagliato. Parlo da ragazza che dal primo momento che ha potuto ha fatto la valigia ed è partita, e tuttora sta cercando un suo posto nel mondo senza avere una meta precisa, ma è questa la vera soluzione? Forse partire non è sbagliato, ma è importante sottolineare il come. Con che testa e con che s...

ma come si medita?

uno dei motivi per cui mi sono iscritta al corso di yoga a Bali, è stato quello di imparare a meditare. Da due anni a questa parte pratico yoga, ma la meditazione per me non è mai stata una pratica costante. La prima cosa che pensavo appena avevo voglia di meditare era il tempo, non avevo mai tempo per farlo. La seconda cosa era come. Avevo ascoltato tanti podcast e letto interviste in cui venivano elencati i benefici della meditazione, avevo anche provato meditazioni guidate ma poi quando si trattava di farlo da sola andavo in crisi. Avevo l’aspettativa che stando seduti a occhi chiusi bisognasse sentire qualcosa in particolare, raggiungere uno stato superiore oppure vedere immediatamente i benefici, eppure io provavo solo fastidio, perché il tempo sembrava non passare mai. Così ero curiosa di sapere se esistesse un metodo specifico per meditare.  Durante le 3 settimane di formazione nella scuola, era prevista un’ora di meditazione al giorno. Ogni sera l’insegnante ci propone...

trovare le tue persone

 L'altro giorno una mia amica mi ha inviato un post che diceva: "quando trovi le tue persone capisci che non c'era niente di sbagliato in te."..e queste parole mi hanno fatta riflettere molto.  Mi spiego: da quando sono partita per l'Australia sono sempre stata alla ricerca delle persone giuste, delle amicizie giuste. Non che in Italia non avessi amici, ma negli anni tanti legami erano cambiati, io ero cambiata e vedevo alcune persone intorno a me in modo diverso, rivalutai un po' chi mi circondava. Era un periodo in cui sentivo il bisogno di trovare nuovi stimoli, e anche nuove persone che condividessero i miei stessi interessi. Insomma, avevo un disperato bisogno di ritrovarmi con persone che mi capissero e con cui potessi creare un rapporto nuovo. A volte però, più ti fai delle aspettaive, più queste vengono deluse.  In Australia, come ho ribadito più volte, la cosa che ho sofferto di più è stata proprio fare amicizia. Ero partita con l'idea che là le p...