fiducia oltre la logica


Ieri ho tenuto la mia ultima lezione di yoga qui a Barcellona.

Una delle lezioni più speciali di questo viaggio, perché mi ha riportata esattamente all’inizio di tutto.

La mia prima classe in Spagna la ricordo così: una spiaggia, qualche asciugamano sulla sabbia e il Saluto alla Luna insegnato a una cara amica. Da lì è nata l’idea di continuare: amici, turisti, colleghi… piano piano ho creato la mia rete, a modo mio. Non è stato sempre facile. Barcellona è una metropoli e, come tale, richiede competenza, forza di volontà e tanta dedizione. Mi sono confrontata con studi, insegnanti e visioni diverse. Da ognuno ho portato a casa qualcosa.

Il primo insegnamento, quello più grande: non mollare mai.
O come dice la mia insegnante Lucy: trust beyond logic — fiducia oltre la logica. Sarò per sempre grata a me stessa per aver coltivato uno spirito di fiducia così potente. E sarò per sempre grata ai miei genitori, per avermi permesso di nutrire questo sentimento, senza spegnerlo, senza limitarlo. So che senza fiducia nulla di tutto questo sarebbe accaduto.

Dalle lezioni in riva al mare al tramonto, ho chiuso questo capitolo in una stanza magica: la casa della mia insegnante. Ieri ho radunato alcune delle persone più care che ho conosciuto qui e ho voluto trasmettere loro ciò che per me è yoga: UNIONE.

Ogni mia classe nasce da un tema, e questo tema nasce sempre da ciò che vivo durante la settimana: come mi sento, gli imprevisti, le sorprese.
Questa volta il tema era lasciare andare il controllo, avere fiducia nell’ignoto e affrontare le nostre paure.

Questa settimana ho partecipato a una sessione di costellazioni familiari. All’inizio mi sono sentita piccola, fuori posto, circondata da storie più grandi della mia.
Poi ho capito che ero lì per lo stesso motivo di sempre: quella fiducia profonda nell’ignoto che continua a chiamarmi. Quando è arrivato il mio turno, non sapevo nemmeno da dove iniziare. Pian piano, con l’aiuto della psicologa, è emerso un tema centrale della mia vita: il controllo. Nonostante i viaggi, i cambiamenti, i salti nel vuoto, ho spesso lasciato che la paura mi frenasse. Ho sempre avuto bisogno di sentire tutto sotto controllo.

La paura è luogo familiare. Ci protegge, ci consola, ci evita cambiamenti radicali. È più facile restare in ciò che conosciamo che stravolgere la nostra vita. Ma se avessi sempre ascoltato la paura, oggi non scriverei queste parole. Non avrei conosciuto persone meravigliose, non avrei visto luoghi incredibili e non avrei mai trovato il coraggio di insegnare yoga davanti agli altri.

Insegnare è un servizio.
Quando guidi una pratica devi metterci il cuore e lasciare andare la paura. Puoi preparare una lezione, certo, ma qualcosa cambierà sempre. Ed è lì che nasce la magia: quando ti reinventi, sorridi, crei qualcosa di nuovo.

Quando lasci andare il controllo, la vita ti risponde.

Ieri ho voluto che chi praticava con me lasciasse andare questo peso.
Lasciare andare il controllo per ritrovare noi stessi, il nostro centro, il nostro fuoco. Non c’è nulla di più bello che vedere una persona lasciarsi andare sul tappetino. Siamo uscite dalla sala con il cuore e la mente più leggeri, e non avrei potuto immaginare un modo migliore per chiudere questo capitolo.

Grazie a chi c’è stato, e a chi avrebbe voluto esserci.
Grazie per aver condiviso momenti così intimi e veri.
Grazie yoga, per le persone incredibili che mi hai messo accanto.
Grazie paura, per esserti fatta da parte e avermi permesso di andare avanti, guardando indietro sempre un po’ meno: con gratitudine, non con rimpianto.

Barcellona, sei e sarai sempre la mia base.
Un abbraccio alla città che mi ha dato tanto in così poco tempo.
Alice . 

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