e ora cosa farai?
"Ma perche sei tornata? Brescia non ti sta stretta? com'è stato tornare in questa routine? non ti ci vedo qui". Queste sono alcune delle frasi che in questi mesi, da quando ho deciso di tornare a casa, mi sono sentita ripetere. All'inzio davo ragione a chi me lo diceva, poi ho inziato a sorridere senza rispondere, ora, invece, ho preso del tempo e ho costruito una mia opinione.
Sarà che gli altri vedono un potenziale che io non vedo, sarà che quando una persona se ne va poi non può più ritornare, o forse, più semplicemente, nella nostra società abbiamo bisogno di etichettare tutto. Ma la verità è un’altra. Io, Alice, che desideravo così tanto andarmene, oggi mi sento esattamente dove devo essere. No, ora Brescia non mi sta più così stretta. O meglio: se penso alla città fatta di apparenze, maschere e bisogno di dimostrare qualcosa… forse sì. In quel mondo io non mi riconosco. Ma ho scoperto un lato di questo posto che prima non vedevo: esiste una comunità - silenziosa ma in crescita - fatta di persone con fame di scoprire, di creare, di vivere davvero. Una comunità che sta diventando più forte della mentalità limitata che spesso associamo a un “piccolo posto”.
Tornare con uno sguardo diverso cambia tutto. Ho iniziato a riscoprire le persone, le attività, le possibilità. E quella fiducia verso l’ignoto mi ha spinta oltre il blocco dell’idea di ciò che l’Italia “non può dare”.. è troppo facile dire "in Italia per i giovani non ci sono opportunità" senza neanche provarci. Così ho scoperto persone come me. Persone che nel weekend organizzano camminate in montagna, picnic, cinema, momenti di meditazione. Ho conosciuto nuove energie e ritrovato volti lasciati indietro. Anche la corsa e lo sport si stanno facendo spazio. La mia passione sta diventando oggetto di condivisione, sfide , opportunità e nuove amicizie.
Mi sono resa conto che ci si può reinventare anche in contesti piu piccoli e, a volte, proprio lì vieni ascoltata di più.. perche sei una tra le poche ad avere una visione diversa e piu ampia. Se c’è una cosa di cui sono grata, è il mio istinto. Come scrive Clarissa Pinkola Estés in Donne che corrono coi lupi: dobbiamo ascoltare la nostra fame, il nostro istinto, la nostra “donna selvaggia”. E io, appena ho sentito che era il momento di tornare, l'ho fatto. Perché ho imparato che prendere una decisione è la parte più difficile. All’inizio è pesante, non è immediato, richiede tempo per essere metabolizzato. Ma poi… tutto si alleggerisce. e capisci che forse, potevi farlo anche prima.
Bisogna cadere, provare quel salto nel vuoto che ti fa sentire vivo, con la consapevolezza che in quel momento, anche se dovesse andare male, ti sei ascoltato. Oggi vedo il posto in cui vivo in modo completamente diverso. Non è più una gabbia da cui scappare. Non mi sono dimenticata i viaggi che ho fatto e le esperienze che ho vissuto anzi: faranno sempre parte di me. Sono stati momenti della mia vita fondamentali per arricchirmi e prendere questa decisione. Tornare mi ha permesso di raccogliere ciò che in questi due anni avevo seminato.
E, sorprendentemente, le cose hanno iniziato ad arrivare da sole. Senza sforzo. Questo mi ha dimostrato una cosa importante: non basta vivere in una metropoli per crescere ed avere opportunità. Serve essere allineati. E così un altro viaggio è inziato: quello verso la mia strada. Lo vedo dal mio umore, dopo mesi di ansia e paura del futuro, mi sento serena e in pace. Allineata con le mie idee e i miei sogni. Certo, i pensieri e le emozioni contrastanti ogni tanto bussano alla parte, ma fanno parte dell'essere umano. Le cose importanti sono altre: come la sensazione di andare a dormire soddisfatta e felice per ciò che ho fatto durante la giornata.
Spesso mi chiedono se in futuro mi vedo qui, e credo che questo sia impossibile da prevedere. Ho 21 anni e una vita davanti, potrei rifare la valigia tra una settimana, oppure restare qui per anni. Tutto cambia, ed è questo il bello della vita. Ma oggi so una cosa: qui, ora, sono felice., mi sveglio e mi sento grata. E quando dentro di te torna la luce, non importa dove sei nel mondo. Perché quella luce non è fuori, è dentro.
Sono tornata, più alta (come suol dire Paolo Crepet), più libera, più consapevole che sbagliare non è poi cosi male se poi il prezzo da pagare è avere il coraggio di fare cio che sognavi. Quanti "no" devi ricevere per arrivare a quel "sì"?...cadi e lo scoprirai.
Alice.

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